Installazione di Debian Etch su RAID + LVM
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In questo post descrivo con la massima sinteticità e senza alcuna pretesa di completezza come si possa realizzare un RAID 1 (software) durante l’installazione di Debian Etch e come si configuri correttamente il LVM.
Su una delle mie workstation ho due hard disk identici da 320GB. Ho deciso di installarci l’ennesima Debian Etch e di mettere i due dischi in RAID. Ho avviato l’installazione e in un paio di minuti sono arrivato allo step in cui vanno effettuati i settaggi per il partizionamento dei dischi. Trattandosi di dischi S-ATA, il debian-installer me li ha riconosciuti come segue:
- SCSI1 (0,0,0) (sda)
- SCSI2 (0,0,0) (sdb)
Lo stesso discorso vale comunque anche per dischi IDE, in quel caso il debian-installer li vederebbe così:
- IDE1 (hda)
- IDE2 (hdc)
A questo punto ho creato una prima partizione di booting, di dimensioni minime (solo 512MB):
- selezionare il primo disco SCSI1
- scegliere come metodo di partizionamento “Manuale”
- selezionare la voce “SPAZIO LIBERO” sotto SCSI1
- scegliere “Crea una nuova partizione”
- selezionare “Inizio” come posizione della nuova partizione
- selezionare “Primaria” come tipo della nuova partizione
- inserire 512M come dimensione della nuova partizione
- scegliere “Volume fisico per il RAID” come modo d’uso della nuova partizione
- scegliere “Preparazione di questa partizione completata”
Poi ho creato la partizione destinata a contenere il filesystem vero e proprio:
- selezionare il primo disco SCSI1
- scegliere come metodo di partizionamento “Manuale”
- selezionare la voce “SPAZIO LIBERO” sotto SCSI1
- scegliere “Crea una nuova partizione”
- selezionare “Inizio” come posizione della nuova partizione
- selezionare “Primaria” come tipo della nuova partizione
- inserire 95% come dimensione della nuova partizione
- scegliere “Volume fisico per il RAID” come modo d’uso della nuova partizione
- scegliere “Preparazione di questa partizione completata”
Perché al punto 7 ho scelto di utilizzare solo il 95% del disco? Semplicemente perché, nel caso io debba sostituire uno dei due dischi, non avrò mai la certezza assoluta che il nuovo disco abbia esattamente lo stesso numero di cilindri etc. rispetto al disco originale, nemmeno se lo compero della stessa marca e dello stesso taglio. Ho bisogno quindi di un gap di tolleranza per mettermi al sicuro da possibili perdite di dati o inconsistenze durante la ricostruzione dei volumi. Certo, si spreca dello spazio che non verrà mai utilizzato, ma con dischi di queste dimensioni ce lo possiamo pure permettere.
Ora è necessario ripetere le operazioni appena descritte anche per il secondo disco (SCSI2) assicurandoci di avere effettuato esattamente le stesse scelte fatte per il primo.
Fatto questo, possiamo configurare il RAID 1 software. Per prima cosa creiamo il device multidisk destinato a contenere la partizione di boot:
- scegliere “Configurare il RAID software”
- confermare “Scrivere i cambiamenti sui dispositivi…”
- scegliere “Creare un device multidisk (MD)”
- selezionare “RAID1″ come tipo di device multidisk
- confermare “2″ come numero di device attivi per l’array RAID1
- confermare “0″ come numero di device “spare”
- abilitare solo /dev/sda1 e /dev/sdb1 come device attivi
- scegliere “Terminare”
Poi creiamo il device multidisk destinato a contenere il filesystem vero e proprio:
- scegliere “Configurare il RAID software”
- confermare “Scrivere i cambiamenti sui dispositivi…”
- scegliere “Creare un device multidisk (MD)”
- selezionare “RAID1″ come tipo di device multidisk
- confermare “2″ come numero di device attivi per l’array RAID1
- confermare “0″ come numero di device “spare”
- abilitare solo /dev/sda2 e /dev/sdb2 come device attivi
- scegliere “Terminare”
Ora possiamo passare alla creazione dei volumi logici. Per prima cosa creo il volume destinato a fare da swap del sistema:
- scegliere “Configurare il Logical Volume Manager”
- confermare “Scrivere le modifiche sui dischi e …”
- scegliere “Creare i gruppi di volumi”
- scrivere “VG00″ come nome del gruppo di volumi
- abilitare solo /dev/md/1 come device per il nuovo gruppo di volumi
- scegliere “Creare un volume logico”
- selezionare il gruppo di volumi “VG00″
- scrivere “swap” come nome del volume logico
- scrivere “4GB” come dimensione del volume logico (almeno il doppio della RAM)
Poi creo il volume destinato al filesystem vero e proprio:
- scegliere “Creare un volume logico”
- selezionare il gruppo di volumi “VG00″
- scrivere “filesys” come nome del volume logico
- confermare il valore massimo disponibile proposto come dimensione del volume logico
- scegliere “Terminare”
A questo punto posso creare le partizioni:
- selezionare il n° 1 sotto “LVM VG VG00 LV filesys”
- creare la partizione normalmente (scegliendo “Ext3″ come modo d’uso e “/” come mount point)
- scegliere “Terminare”
- selezionare il n° 1 sotto “LVM VG VG00 LV swap”
- creare la partizione di swap normalmente (scegliendo “swap area” come modo d’uso)
- confermare “Scrivere le modifiche sui dischi e …”
Fatto questo, è sufficiente procedere con l’installazione di Debian come di consueto.
Come ottenere l’autorizzazione a non pagare il Canone RAI
Copincollato, Novità , Segnalazioni, Varie 1 commento »
Un lettore di Punto Informatico racconta la procedura burocratica con cui si è aggiudicato l’autorizzazione a non pagare il Canone RAI, richiesto non più solo per i televisori ma anche per una serie di altri apparecchi elettronici.
Buon giorno! Sono uno dei pochi fortunati che ha in mano una lettera della RAI che lo AUTORIZZA a non pagare il canone. Come ci sono riuscito? Semplicemente seguendo la legge e quanto previsto dal Regio Decreto R.D.L.21/02/1938 n. 246, convertito in legge il 4 giugno 1938, n. 880.
Si terrà a Roma dal 13 al 22 ottobre la Feast of Tabernacles 2008. L’evento è organizzato dalla Chiesa di Dio Unita ed è curato da Carmelo Anastasi, direttore del periodico religioso “La Buona Notizia”. Anche se le iscrizioni all’iniziativa si sono pressoché concluse, consiglio a chi si interessa di protestantesimo in Italia di visitare il sito Internet ufficiale della piccola ma vivace comunità religiosa.

Montagna per sport, montagna per la vita, montagna per la ricerca, montagna per passione. Ma non solo. L’esperienza alpinistica può insegnare molto anche in altri ambiti della quotidianità , persino quelli più lontani e che meno si penserebbe di associare. Per esempio il management, la gestione di un’impresa che come l’alpinismo si basa su strategie, obiettivi e rischi. E’ questo il tema dell’ultimo libro di Agostino Da Polenza, in libreria dall’8 ottobre. Domenica pomeriggio, alla Fiera “Alta quota” di Bergamo, Da Polenza lo presenterà in anteprima con il co-autore Gianluca Gambirasio.
Il libro si intitola: “La montagna: una scuola di management”. Il sottotitolo specifica: “La determinazione del singolo e della squadra sono le chiavi del successo sul K2 come in azienda”. A prima vista può sembrare una similitudine lontana, che mette insieme due mondi opposti: quello della montagna, dinamico, all’aria aperta e talvolta pericoloso, con quello del management, che richiama la sedentarietà e una vita forse stressata ma al riparo dai rischi. Eppure le affinità fra le due realtà non sono poche. Leggi il resto »

Si tiene a Ferrara per il secondo anno consecutivo il festival della rivista “Internazionale“, settimanale che raccoglie articoli ed editoriali dalle maggiori testate di tutto il mondo. L’iniziativa si terrà durante il prossimo weekend. Il programma è davvero molto corposo e gli argomenti di assoluto interesse. Se qualcuno riuscirà a parteciparvi lasci qui le proprie impressioni.
La Russia, il più vasto Paese del mondo che spazia tra due continenti, l’Europa e l’Asia, è una terra di particolare fascino e di grandi contraddizioni, caratteristiche che possono essere individuate nel paesaggio, nel popolo e nella società . È a questa terra e a questo popolo, ai Russi che vivono in Italia e agli Italiani che per qualsiasi ragione sono legati ed appassionati alla Russia che questo sito è dedicato. Russia innanzitutto, ma non solo! Il nostro interesse si rivolge a tutte quelle terre e Stati, un tempo appartenenti all’Unione Sovietica, in cui molti russi tuttora risiedono e che mantengono con la Russia un legame socio-politico che non può essere trascurato. Sul forum Russia-Italia si discute di cultura, di società , di costumi e tradizioni, di storia e di politica, di arte, di musica e di cucina. Non mancano, ovviamente, le informazioni di carattere pratico riguardanti le procedure per ottenere visti, le documentazioni necessarie ai cittadini russi per la loro vita in Italia e agli Italiani che vivono in Russia; informazioni e reportages di viaggi in Russia, ecc. Una condivisione di esperienze personali e di racconti di persone che hanno nella Russia un punto di riferimento importante per la loro vita. Leggi il resto »










