A volte apri il cassetto della tua scrivania alla ricerca di un accendino e trovi una cassetta di vent’anni prima. Proprio di vent’anni esatti. Sono cose che fanno pensare.
Non ho nessuna nostalgia per quell’età oscura che si ricorda spesso con troppa tenerezza. Solo che ti dà una impercettibile vertigine rivedere improvvisamente la calligrafia di una di quelle complicatissime amicizie che da adolescenti si confondono per qualcosa di così grande da assumere una dimensione quasi epica.
Ho sempre conservato con cura questo oggetto ed ora che è diventato quasi un pezzo da museo me lo ritrovo davanti per caso, assolutamente per caso, come qualcosa che si credeva di avere buttato e invece si è salvato solo perché non abbiamo centrato il cestino dei rifiuti.
Vale la pena di fare un bilancio dei vent’anni che mi separano dal pomeriggio in cui è stata incisa questa cassetta? Certo che no, ovvio. Ma quel momento così lontano in un modo o nell’altro resta intrappolato tra le mille cose di questa giornata, un filo rosso - così scrivevamo allora, dentro a quelle lettere così interminabili e sentimentalmente sgrammaticate - che tiene insieme due mondi lontanissimi. Meglio, un filo rosso lungo vent’anni che, in fondo, non tiene insieme più nulla. Ma intanto se ne sta lì, a ricordarti che hai vissuto tanto e che tanto ancora hai da vivere. Basta non perdere mai curiosità e capacità di lasciarsi sorprendere, anche da una cosa da niente come quella che ti puoi trovare davanti quando apri il cassetto della tua scrivania alla ricerca di un accendino.








Io che del
Mi è capitato spesso di dover mettere mano a server UNIX/Linux con una gestione dei VirtualHost di Apache compromessa da anni di utilizzo incontrollato del server da parte di amministratori di sistema non proprio ordinati. Il risultato di solito è un grande numero di utenti con home directory strutturate in maniera differente l’una dall’altra.

Un messaggio per tranquillizzare tutti coloro che in questi giorni mi stanno cercando online e cominciano a mormorare che mi sia capitata una disgrazia. Niente di grave, sono solo profondamente immerso nel lavoro e non posso concedermi distrazioni a causa di alcune scadenze molto prossime. Mi scuso principalmente con Oscar: appena uscito dal marasmi torno sul tuo server e ti do qualche dritta per fare tutto quello che mi hai chiesto.
Fino a qualche anno fa, installando Windows XP era pratica diffusa scegliere di formattare la partizione principale con il filesystem di tipo FAT32. Questo principalmente per motivi di accessibilità dei dati anche da sistemi operativi obsoleti (Windows 98) o “alternativi” (per Linux l’accesso in lettura e scrittura alle partizioni NTFS è stato introdotto con un certo ritardo, per ovvie ragioni).
Non credevo ci fosse ancora qualcuno che non ha mai sentito parlare di
Nella notte è stata rilasciata l’ultima versione stabile di
