Archivio della categoria 'Varie'
Parole come “baita”, “pascolo”, “pastorella di oche” mi affascinarono lungo tutta l’infanzia. Possedevano l’aroma sensuale di un mondo vero, spensierato e lontanissimo dai tetti polverosi di lamiera, dagli spiazzi colmi di rottami e rovi, dagli squallidi pendii di una Gerusalemme strozzata dal giogo di un’estate incandescente. Bastava che sussurrassi fra me e me “pascolo” - per udire il muggito delle vacche con le campane appese al collo e il gorgoglio dei ruscelli. A occhi chiusi, osservavo la pastorella d’oche scalza, che mi turbava fino alle lacrime quando ancora non sapevo nulla.
Una storia di amore e di tenebra, Amos Oz, Feltrinelli © 2003, p.9
Fima non mollava:
“Ti ricordi di quella famosa frase della poesia di Amir Gilboa? ‘D’improvviso un uomo si alza al mattino, s’accorge di essere un popolo e si mette in cammino’? È proprio questa l’assurdità di cui ti sto parlando. Innanzitutto, professore, la verità, mano sul cuore, è: ti è mai capitato di alzarti al mattino e di accorgerti all’improvviso che sei un popolo? Tutt’al più, nel pomeriggio. Chi vuoi che sia capace di alzarsi al mattino e accorgersi di essere un popolo? E come se non bastasse mettersi anche in cammino. Forse Gheulla Cohen: chi è che si alza al mattino e non si sente di merda?”.
Fima, Amos Oz, Feltrinelli © 2004, p.164














