È finalmente arrivato il momento di staccare la spina: quando questo post sarà pubblicato (automaticamente) sul mio blog io sarò già chissà dove a godermi il meritato riposo. Ne approfitto per fare un breve bilancio di questa annata lavorativa: anche se sono passati in un batter d’occhio, gli ultimi mesi mi hanno portato molte novità importanti sul piano professionale. La mia attività di consulente informatico procede nel migliore dei modi e la messa in produzione dei nuovi servizi di fascia corporate per Tetragono sta facendo passi da gigante: siamo già in fase di testing con la gamma “WEB Television” e il resto è ormai in via di completamento. Anche la mia partecipazione alle community dei progetti Open Source che più mi hanno coinvolto quest’anno (Drupal, Wordpress, PHPClasses, etc.) si sta via via consolidando. Leggi il resto »
Archivio della categoria 'Diario di bordo'
Sto aggiustando i testi del nuovo sito Internet che stiamo realizzando per il progetto Tetragono. L’intento è quello di creare attorno al nuovo brand un clima che trasmetta un senso di novità e di rottura con gli approcci tradizionali di impronta commerciale, ma anche il giusto grado semplicità e solidità: ci sono persone molto valide dietro questa iniziativa e la cosa deve essere chiara a tutti. Le linee guida del progetto sono già ben definite ma gli step più importanti verranno presentati di volta in volta, a cose fatte. Posto qui una bozza del testo di presentazione che riguarda Linux. Leggi il resto »
Pirate Bay e il significato della parola “fascismo”
Diario di bordo, Open Source, Riflessi(oni) Nessun commento »
Pochi giorni fa ho letto un articolo su Punto Informatico che annunciava l’oscuramento del celebre sito web http://thepiratebay.org da parte dei principali provider italiani. Il fatto risale al 10 agosto scorso ed ha scatenato la consueta ridda di flame su numerosi forum e blog, dal momento che attorno alla pratica del file sharing si è da tempo formata una enorme nube di opinioni che variano dalla ferma rivendicazione della libertà di mettere in circolo qualsiasi cosa su Internet alla comprensibile preoccupazione di chi da questo tipo di comportamenti riceve un danno materiale e/o morale.
Questa operazione fa seguito - tra l’altro - a quella che ha interessato il meno celebre Colombo-bt, per il quale la Guardia di Finanza aveva diramato pochi giorni prima un comunicato in cui, oltre a ricostruire le modalità di indagine, veniva spiegato come e perché si sia arrivati alla denuncia di tre persone per violazione del diritto d’autore.
Oggi, a distanza di pochi giorni sono finito di nuovo dalle parti di “Pirate Bay”, o meglio del suo succedaneo http://labaia.org, messo in piedi proprio per arginare il blocco degli ISP italiani. Faccio notare di passaggio che anche http://www.labaia.org ha subito nel giro di poche ore lo stesso identico destino. Peccato che sia stato oscurata solo la subhost www.labaia.org e non l’intero dominio… quindi omettendo il www è tuttora raggiungibilissimo…! A parte questo, vorrei esprimere tutto il mio disappunto per il post comparso proprio su Pirate Bay, una sorta di delirante appello promosso in home page ed espressamente indirizzato al Popolo italiano:
Fascist state censors Pirate Bay
We’re quite used to fascist countries not allowing freedom of speech. A lot of smaller nations that have dictators decide to block our site since we can help spread information that could be harmful to the dictators.
This time it’s Italy. They suffer from a really bad background as one of the IFPIs was formed in Italy during the fascist years and now they have a fascist leader in the country, Silvio Berlusconi. Berlusconi is also the most powerful person in Italian media owning a lot of companies that compete with The Pirate Bay and he would like to stay that way - so one of his lackeys, Giancarlo Mancusi, ordered a shutdown of our domain name and IP in Italy to make it hard to not support Berlusconis empire.
We have had fights previously in Italy, recently with our successful art installation where we had to storm Fortezza in order to get our art done. And as usual, we won. We will also win this time.
We have already changed IP for the website - that makes it work for half the ISPs again. And we want you all to inform your italian friends to switch their DNS to OpenDNS so they can bypass their ISPs filters. This will also let them bypass the other filters installed by the Italian government, as a bonus. And for the meanwhile - http://labaia.org works (La Baia means The Bay in Italian).
And please, everybody should also contact their ISP and tell them that this is not OK and that the ISPs should appeal. We don’t want a censored internet! And the war starts here…
Ora, io non sono per la chiusura dei bittorrent, almeno fino a che si mantengono nell’alveo non dico della legalità ma di una certa etica di base e non cadono invece - come purtroppo spesso accade - nelle mani di vere e proprie organizzazioni malavitose dedite al cracking o peggio ancora alla divulgazione di materiale pedopornografico. Però, gente, c’è un limite a tutto: il messaggio dei ragazzi di Pirate Bay offende un popolo intero e non rende certo merito all’intelligenza di chi lo ha scritto. Il nostro Paese è ben lungi dall’essere perfetto e un certo grado di negazione della libertà lo si sperimenta ogni giorno, ma solo per motivi fisiologici e non certo perché da noi si sia effettivamente instaurata una dittatura. Confondere un provvedimento della Guardia di Finanza (motivato da comportamenti indubbiamente dolosi) con l’instaurazione di una dittatura è davvero troppo. Confondere Silvio Berlusconi con Benito Mussolini è altrettanto ottuso, caspita!
Invito chiunque condivida il contenuto del comunicato di Pirate Bay a riflettere seriamente sul significato della parola “Fascismo”, magari rispolverando il vecchio libro di storia che - per tanti validi motivi - non si è mai aperto a scuola.
A volte riordinare la pila dei DVD a cui affido i miei frequentissimi backup mi regala cose inattese. Questa bozza di poesia, che ora ritoccherei qua e là ma che mi piace riprodurre tale e quale, stava in un file di appunti datato 8 settembre 2004.
A volte dimentico di essermi occupato anche d’altro in passato. L’informatica mi ha assorbito quasi completamente a partire dal 1997. Quell’anno una passione nata in piena adolescenza - il mio primo programma in GW Basic risaliva al lontano 1986 - si è trasformata nelle mia professione. Croce e delizia.
Dovrei rimettere in ordine anche i miei appunti di semiotica. Le mie fotografie. Ma chi me lo dà il tempo? Tu forse? No? Nemmeno i pochi minuti che ti servono per leggere un mio pensiero così lontano?
Non di soli tips & tricks vive l’uomo
Chi è maestro nell’arte di vivere distingue poco fra il suo lavoro e il suo tempo libero, fra la sua mente e il suo corpo, la sua educazione e la sua ricreazione, il suo amore e la sua religione.
Persegue la sua visione dell’eccellenza in qualunque cosa egli faccia, lasciando agli altri decidere se stia lavorando o giocando. Lui pensa sempre a fare entrambe le cose insieme.
Karl Unterkircher, Nanga Parbat e Mont Dolent: riflessioni a cielo terso
Diario di bordo, Riflessi(oni) Nessun commento »Ho atteso che la brutta disavventura sul Nanga Parbat giungesse al suo epilogo prima di scrivere qualsiasi cosa in merito. Questa mattina è finalmente riuscito il salvataggio di Walter Nones e Simon Kehrer, i due compagni di cordata di Karl Unterkircher rimasti in balia della parete Rakhiot per quasi dieci giorni.
A parte le poche ma immancabili code polemiche che ogni impresa straordinaria si porta dietro (si veda l’attacco di Fausto De Stefani sull’edizione online del Corriere) il Comitato EV-K2-CNR sta ricevendo dall’alba di questa mattina messaggi di congratulazioni per il modo in cui sono state condotte le operazioni di salvataggio. L’unità di crisi è stata allestita proprio presso la sede del Comitato qui a Bergamo, sede che è stata subito assediata da giornalisti e troupe televisive.
La notizia del salvataggio ha avuto conseguenze significative anche per me: il picco di accessi improvviso e violento ai siti Internet del Comitato mi ha costretto ad un intervento di emergenza su di un firewall che ha mostrato più volte momenti di cedimento. Oltre 40mila navigatori in una sola ora, di cui la maggior parte interessati ai voluminosi video che documentano l’intera operazione.
Ora che tutto, proprio tutto si è concluso, viene d’istinto interrogarsi sul significato di questa vicenda così straordinariamente umana. La morte di un piccolo uomo, non un eroe, ma un piccolo uomo dagli occhi limpidi ingoiato dal mostro a cui tanto indissolubilmente aveva legato la sua vita, un amore fatale per il mistero più grande, ovvero la Montagna e il suo invisibile intrico di significati nascosti: sfida, elevazione, ascesi, vita e morte.
Mi ha molto appassionato questa vicenda, e non solo perché mi ha coinvolto, sebbene indirettamente. E mi ha impressionato altrettanto la sciagura avvenuta oggi sul Mont Dolent così come la fatale concomitanza dei due eventi. Certe cose sembrano intrecciare misteriosamente i proprio percorsi per significare altre cose più grandi. Oppure sono i nostri occhi a inventare questi percorsi invisibili. Per il bisogno di dare un senso alle cose. Per il bisogno di capire.
Da oggi nasce ufficialmente il progetto “Tetragono”. Per il momento non posso aggiungere altro: mi limito a registrare qui il lieto evento e a fare a me stesso e a tutti quelli che sono stati o verranno coinvolti nel progetto i miei migliori auguri. Stay tuned!
È un periodo denso di contraddizioni, quello che stiamo attraversando. Abbandonata l’illusione che la crisi economica fosse solo un accidente passeggero, molte tra le persone che conosco hanno cominciato a perdere i propri punti di riferimento.
Mi capita quasi ogni giorno di scambiare con qualcuno due parole sulle cause e i possibili sviluppi di questo bel pasticcio: mi accorgo così che si finisce sempre per ricondurre ogni cosa alle leggi del mercato, alla congiuntura mondiale, alle nuove economie emergenti. Quasi non fosse colpa anche nostra se il denaro che ancora riusciamo a metterci in tasca - magari con un po’ più di fatica - perde ogni giorno di valore.
A pochi viene in mente che sia venuto il momento di cambiare i nostri stili di vita, i nostri obbiettivi e anche i modi per realizzarli. Tutti guardano indietro, chi per bestemmiare un passato fatto di soli errori e chi per rimpiangerne i fasti. Ho sentito trentenni ricordare di come si stesse bene negli anni ottanta. Gente che aveva molto meno di vent’anni quando imperversavano Craxi - pace all’anima sua - Andreotti e Forlani. Gente che di quell’epoca non può che avere rimpianti, dal momento che a quel tempo la loro sola preoccupazione era che cosa indossare la mattina per fare bella figura con la tipa della classe accanto. Cosa più che legittima, quando si ha quell’età.
Ma chi ha ancora voglia di guardare avanti non si limita a sperare che le cose vadano meglio per poter essere assunto nuovamente a tempo indeterminato. Si domanda piuttosto: di che cosa ha bisogno questo mio tempo? Sono in grado di capire il mondo in cui vivo e trovarvi una collocazione migliore? Cosa so fare? Cosa devo imparare? Cosa devo imparare a fare?
È crisi dappertutto. Ma questo è per forza un male? Io dico di no…
Mi sono preso un paio di giorni di ferie, per rimettermi in sesto e cercare di riprendermi da un periodo lavorativo molto, molto pesante.
Non strappatevi i capelli: sarò di nuovo tra voi a partire da martedì 24 giugno prossimo venturo.
Buone cose a tutti.

















