Archivio del mese di luglio 2008
Ci sono funzionalità avanzate di Vim che spesso non utilizziamo, certi come siamo che lavorare da remoto in linea di comando debba significare necessariamente anche avere poche comodità a disposizione.
Una fra le funzionalità più misconosciute riguarda la possibilità di editare contemporaneamente più file. Grazie al suo particolare metodo di buffering, Vim può gestire contemporaneamente un numero pressoché illimitato di file. Il solo, vero limite consiste nella modalità di visualizzazione: per poter lavorare contemporaneamente su più file l’interfaccia di Vim viene suddivisa - orizzontalmente o verticalmente, si veda oltre - riducendo progressivamente l’area destinata ad ognuno dei file.
Per aprire due file contemporaneamente dividendo l’area di lavoro orizzontalmentesi ricorre all’opzione -o:
$ vim -o file1.txt file2.txt
Per aprire due file contemporaneamente dividendo l’area di lavoro orizzontalmente si ricorre all’opzione -O:
$ vim -O file1.txt file2.txt
Per passare da una finestra all’altra si utilizzano le seguenti shortcut:
- CTRL + W + <freccia sinistra> attiva la finestra a sinistra
- CTRL + W + <freccia destra> attiva la finestra a destra
- CTRL + W + <freccia su> attiva la finestra in alto
- CTRL + W + <freccia giù> attiva la finestra in basso
- CTRL-W + CTRL-W (due volte CTRL+W) si sposta rapidamente da una finestra all’altra
Per chiudere la finestra corrente, è sufficiente procedere con la consueta sequenza
[ESC]+:q
proprio come quando stiamo editando un solo file per volta.
Per aprire un nuovo file dall’interno di Vim si utilizza la sequenza
[ESC]+:new nomefile.txt
Se il file esiste verrà editato, in caso contrario verrà creato ex novo.
Per ridimensionare la finestra corrente, prima si digita il numero corrispondente alla quantità di righe che vogliamo ridimensionare e poi si procede con la combinazione di tasti “CTRL-W + +/-”:
[ESC] + 5 + CTRL + W + -
Nell’esempio abiamo ridotto la finestra corrente di 5 righe.
Dopo avere lavorato contemporaneamente su più file, può rendersi necessario chiudere tutto e andarsene un poco a spasso. Questi sono i comandi con cui chiudere una sessione multipla di Vim:
[ESC]+:wqall
[ESC]+:qall!
Nel primo caso si chiudono tutte le finestre dopo avere salvato le modifiche di ognuno. Nel secondo si chiede di chiudere tutto ignorando qualsiasi modifica effettuata sui file.
È uscito il quarto aggiornamento di Debian GNU/Linux 4.0:
The Debian project is pleased to announce the fourth update of its stable distribution Debian GNU/Linux 4.0 (codename etch). In addition to correcting several security problems and a few serious defects in the stable release, for the first time in Debian’s history an update for a stable distribution also adds support for newer hardware by giving users the option to install newer drivers. Existing Debian GNU/Linux 4.0 installation CDs and DVDs can continue to be used to install this update. After installation, upgrading via an up-to-date Debian mirror will cause any out of date packages to be updated. However, users of the network-console installation method are strongly encouraged to update their media, see the “Debian Installer” portion of this announcement for more information. Those who install updates frequently from security.debian.org won’t have to update many packages and most updates from security.debian.org are included in this update.
Per un changelog dettagliato, consultate come sempre l’annuncio ufficiale del rilascio.
Karl Unterkircher, Nanga Parbat e Mont Dolent: riflessioni a cielo terso
Diario di bordo, Riflessi(oni) Nessun commento »Ho atteso che la brutta disavventura sul Nanga Parbat giungesse al suo epilogo prima di scrivere qualsiasi cosa in merito. Questa mattina è finalmente riuscito il salvataggio di Walter Nones e Simon Kehrer, i due compagni di cordata di Karl Unterkircher rimasti in balia della parete Rakhiot per quasi dieci giorni.
A parte le poche ma immancabili code polemiche che ogni impresa straordinaria si porta dietro (si veda l’attacco di Fausto De Stefani sull’edizione online del Corriere) il Comitato EV-K2-CNR sta ricevendo dall’alba di questa mattina messaggi di congratulazioni per il modo in cui sono state condotte le operazioni di salvataggio. L’unità di crisi è stata allestita proprio presso la sede del Comitato qui a Bergamo, sede che è stata subito assediata da giornalisti e troupe televisive.
La notizia del salvataggio ha avuto conseguenze significative anche per me: il picco di accessi improvviso e violento ai siti Internet del Comitato mi ha costretto ad un intervento di emergenza su di un firewall che ha mostrato più volte momenti di cedimento. Oltre 40mila navigatori in una sola ora, di cui la maggior parte interessati ai voluminosi video che documentano l’intera operazione.
Ora che tutto, proprio tutto si è concluso, viene d’istinto interrogarsi sul significato di questa vicenda così straordinariamente umana. La morte di un piccolo uomo, non un eroe, ma un piccolo uomo dagli occhi limpidi ingoiato dal mostro a cui tanto indissolubilmente aveva legato la sua vita, un amore fatale per il mistero più grande, ovvero la Montagna e il suo invisibile intrico di significati nascosti: sfida, elevazione, ascesi, vita e morte.
Mi ha molto appassionato questa vicenda, e non solo perché mi ha coinvolto, sebbene indirettamente. E mi ha impressionato altrettanto la sciagura avvenuta oggi sul Mont Dolent così come la fatale concomitanza dei due eventi. Certe cose sembrano intrecciare misteriosamente i proprio percorsi per significare altre cose più grandi. Oppure sono i nostri occhi a inventare questi percorsi invisibili. Per il bisogno di dare un senso alle cose. Per il bisogno di capire.
Supponiamo di volere stabilire la velocità di un hard disk SCSI montato su un server a cui possiamo accedere solo da remoto. Ci sono più modi per ottenere questo tipo di informazioni. Il più semplice consiste nel ricavare modello e/o numero seriale del disco. Queste due informazioni contengono infatti quasi sempre indicazioni chiare circa la tipologia del dispositivo e le sue caratteristiche principali. Si tratta solo di conoscere la sintassi esatta del seriale, che varia a seconda del produttore. Prendiamo ad esempio un hard disk Seagate etichettato come modello #ST373355SS. Scomponendo il codice come segue otteniamo una serie di informazioni preziose:
- ST = identidicatore del brand
- 3 = formato dell’unità disco (3=3.5″)
- 73 = Capacità del disco (in GB)
- 3 = Campo riservato per usi futuri
- 5 = RPM (5=15k, 0=10K)
- 5 = numero della generazione del modello
- SS = interfaccia (SS=SCSI)
Per individuare il modello e/o il seriale del disco da linea di comando possiamo semplicemente fare un `cat` di /proc/scsi/scsi:
# cat /proc/scsi/scsi
Oppure ricorrere alle sg3-utils per interrogare direttamente il dispositivo SCSI:
# sginfo -g /dev/sda
Nel caso le sg3-utils non fossero installate:
# apt-get install sg3-utils
Anche se più elegante, questo secondo approccio è di gran lunga più macchinoso del necessario: una volta ottenuto il seriale mediante il `cat` indicato sopra, se non siamo in grado di decodificarlo è sufficiente visitare il sito Internet del produttore e ricavare le informazioni che ci servono direttamente dalla scheda tecnica del prodotto.
Debian Lenny: il nuovo installer permette il caricamento dei firmware
Annunci, Novità , Open Source Nessun commento »
La nuova release stabile di Debian GNU/Linux (nome in codice: Lenny) comincia a prendere forma in maniera sempre più definita e conferma tutte le aspettative della Community.
Tra le novità introdotte ce n’è una particolarmente interessante che riguarda l’installer: la possibilità di caricare firmware proprietari già durante le primissime fasi dell’installazione. In questo modo non sarà più necessario effettuare l’implementazione di hardware “speciale” solo dopo avere installato e configurato il sistema operativo.
La nuova feature dell’installer di Lenny permette infatti di prelevare in fase di installazione il firmware specifico per un determinato dispositivo da un’unità esterna, come ad esempio una chiavetta USB. In molti casi sarà possibile ottenere versioni zippate e tarball dei firmware scaricandole direttamente da repository Debian espressamente dedicati allo scopo. Una bella innovazione che permetterà di rendere sempre meno complessa l’integrazione di hardware proprietario nei sistemi basati su Debian GNU/Linux.
Questa ed altre novità sono disponibili nelle Debian Project News pubblicate oggi.
SCO Group è stata condannata al pagamento di due milioni e mezzo di dollari in favore di Novell per la spinosa questione del copyright UNIX. Da quanto si è letto e scritto negli ultimi dodici mesi, la sentenza era più che prevedibile. Nessuna tra le persone che conosco avrebbe mai puntato un euro sulla buona riuscita di questa strampalata avventura in cui SCO sembra essersi tuffata a capofitto più per disperazione che per una reale convinzione. Ricordiamo infatti che è stata la stessa SCO a trascinare in tribunale Novell: per certi versi i produttori di OpenServer hanno giocato d’azzardo… ed hanno perso.
Facciamo un breve riassunto della questione: nel 1995 SCO e Novell stipulano un contratto che prevede per SCO un diritto del 5% su tutti gli introiti derivanti dalle vendite delle licenze UNIX. In violazione a questo accordo, SCO ha continuato ad esigere 100% di tali diritti, che negli ultimi anni ha utilizzato tra l’altro per finanziare l’altra assurda campagna legale contro Linux! La vittoria di Novell apre quindi una enorme falla nel disperato progetto con cui SCO avrebbe voluto ripianare i propri bilanci fallimentari attraverso una complessa e - per certi versi - contorta battaglia legale, atta a dimostrare che i codici sorgenti di Linux conterrebbero ampie porzioni di codice di sua proprietà . Per questo motivo SCO ha chiamato in tribunale società del calibro di IBM, Red Hat e per l’appunto Novell.
Ecco la fonte della notizia, dove potrete trovare anche un PDF contenente la sentenza originale:
Judge Kimball rules in SCO v. Novell! Here it is [PDF] at last! I haven’t read it yet myself, just quickly skimmed it enough to see that SCO owes Novell some money ($2,547,817 plus interest probably — SCO can oppose — from the Sun agreement) and it had no right to enter into the Sun agreement, but it did have the right to enter into the Microsoft and other SCOsource agreements. Requests for attorneys fees are separate, and that part comes next. Then appeals. I know you want to see it immediately, so let’s read it together, and after it’s clear, I’ll come back and explain some more.
Da oggi nasce ufficialmente il progetto “Tetragono”. Per il momento non posso aggiungere altro: mi limito a registrare qui il lieto evento e a fare a me stesso e a tutti quelli che sono stati o verranno coinvolti nel progetto i miei migliori auguri. Stay tuned!









