Sto masterizzando Knoppix Linux con K3b. Nel frattempo sistemo una fotografia con Gimp, mentre Evolution mi scarica la posta e con Konsole tengo d’occhio i processi sul server di test. Ma ho anche aperto con Konqueror un disco di backup collegato al mio portatile via USB. Il monitor - esterno! - mi mostra un sacco di finestre aperte, che catturo al volo con KSnapshot… ma questa volta non è una raffica di errori…
Archivio del mese di maggio 2008
Era un bel po’ di tempo che non mi capitava! Intendo dire: era un bel po’ di tempo che non mi capitava di lavorare seriamente - non solo pochi minuti per verificare come si veda un sito con Internet Explorer - nella partizione NTFS del mio laptop, dove giace pressoché inutilizzata (ma sempre aggiornatissima) la mia installazione di Windows XP Professional.
Sarò sincero, in fondo queste cose un po’ mi mancano, perché hanno il sapore delle mie prime esperienze informatiche. Almeno se non vogliamo considerare gli anni passati su Commodore 64 e 128…
Insomma, in un’epoca di incertezza è bello sapere che certe cose non cambiano mai…
Per la serie RTFM, riporto di seguito le istruzioni in italiano riportate sulla documentazione ufficiale di Debian per il recupero della password di root. Lo faccio ad uso e consumo di una persona molto pigra che me lo ha chiesto.
8.1.1 “Ho scordato la password di root!” (1)
E’ possibile fare il boot del sistema ed accedere all’account di root, anche se non se ne conosce la password, basta avere accesso alla tastiera. (Premesso che che non esistono altre password richieste dal BIOS, o dal boot-loader tipo lilo che possono impedirvi l’accesso al sistema).
Questa procedura non richiede alcun disco di boot, nè cambiamenti al BIOS. In questo contesto, “Linux” è l’etichetta per lanciare il kernel in una installazione Debian standard.
Alla schermata di boot di lilo, non appena appare boot: (in alcuni sistemi si deve premere il tasto maiuscolo per prevenire il boot automatico) e se lilo usa il framebuffer dovete premere TAB per vedere le opzioni che digitate), date:
boot: Linux init=/bin/sh
Il sistema avvia il kernel ed esegue /bin/sh invece dello standard init. A questo punto avete ottenuto i privilegi di root e la shell di root. Siccome, però / è montata in sola lettura e molte altre partizioni non sono state ancora montate, avete bisogno di eseguire quanto segue per avere un sistema ragionevolmente funzionante.
init-2.03# mount -n -o remount,rw /
init-2.03# mount -avt nonfs,noproc,nosmbfs
init-2.03# cd /etc
init-2.03# vi passwd
init-2.03# vi shadow
(Se il secondo campo di dati all’interno di /etc/passwd è “x” per ogni username, il vostro sistema usa le shadow password, per cui dovrete modificare /etc/shadow.) Per disabilitare la password di root, modificate il secondo campo nel file password in maniera che risulti vuoto. Ora potete fare il reboot ed il log in come root senza una password. Quando fa il boot nel runlevel 1, Debian (almeno dopo Potato) richiede una password, mentre alcune distribuzioni più vecchie no.
E’ buona cosa avere un piccolo editor in /bin nel caso in cui /usr non fosse accessibile (vedere Editor di salvataggio, Sezione 11.2).
Considerate anche l’installazione del pacchetto sash. Se il sistema diventa non più avviabile, eseguite:
boot: Linux init=/bin/sash
sash funziona come sostituto interattivo di sh persino quando /bin/sh è inutilizzabile. Ha un collegamento statico ed include molte utilità di base al suo interno (digitate “help” al prompt per una lista di riferimento).
8.1.2 “Ho scordato la password di root!” (2)
Fate il boot da qualunque set di dischi di emergenza boot/root. Se, per esempio, /dev/hda3 è la partizione di root originale, i seguenti comandi permetteranno di aprire il file password facilmente come sopra.
# mkdir fixit
# mount /dev/hda3 fixit
# cd fixit/etc
# vi shadow
# vi passwd
Il vantaggio di questo approccio rispetto al metodo precedente è che non richiede la conoscenza della password di lilo (se esiste). Però, bisogna essere in grado di impostare il BIOS, se non lo è già, in modo che il boot del sistema sia da floppy o da CD.
Fonte: http://www.debian.org/doc/manuals/reference/ch-tips.it.html
Se siete - come me - di quelli a cui non piace pianificare le proprie vacanze e non avete ancora prenotato nulla, date un’occhiata a questo nuovo agriturismo immerso nella tranquillità delle colline umbre.
Ecco una breve presentazione della struttura:
Settanta ettari di tranquillità. Questa è probabilmente la descrizione migliore che possiamo dare del nostro agriturismo. Niente rumori, niente traffico, niente vista sulla E45 (l’unica strada che vedrete è quella per arrivare da noi), niente costruzioni nei dintorni, niente campi ogm, niente ….! Una ampia vallata a cavallo di un torrente costellata di boschi, ulivi, pascoli e coltivazioni con metodo biologico. Sul versante opposto un pastore accudisce le sue pecore e in fondo alla valle, in lontananza, fa capolino un allevamento di Chianine. E anche la notte ha il suo fascino: le luci di Castel Rigone in lontananza, poche casupole sparse con la sola lampada di cortesia per i viandanti e le stelle sopra la testa, qui a Preggio si riesce veramente a capire perchè la chiamino “Via Lattea” (quanto tempo è che non riuscite più a vederla?). Se volete possiamo spegnere anche tutte le nostre luci per permettervi di osservarla meglio.
In tutto il Borgo, e quindi Agriturismo compreso, vige un cortese ma fermo “Divieto di Fumare”. Niente di personale, siamo consci che ci siano cose ben più dannose del fumo, ma il punto è che la puzza di fumo, nelle camere, resta. E i mozziconi di sigaretta, sparsi nel prato attorno alla piscina, restano. Ed entrambi, puzza e mozziconi, restano per molto più tempo di quanto si pensi. Quindi vi preghiamo di considerare, prima di prenotare, che se per voi il fumo è un piacere irrinunciabile forse noi non siamo il posto adatto per voi.
Naturalmente l’Agriturismo affianca la nostra Azienda Agricola dove produciamo vino, olio, formaggio, miele…
Per maggiori informazioni: http://www.preggio.it
Per tutti quelli che si trovassero dalle parti del mio paesello d’origine (*) vi comunico che sabato 31 maggio dalle 16:00 alle 24:00 si terrà l’inaugurazione del nuovo punto vendita dell’Enogastronomia Valsupine, e che per l’occasione è previsto un rinfresco con degustazione gratuita di vini e altri prodotti. Prima che mi devastiate il locale, preciso però che la gratuità è destinata solo ad amici, parenti, collaterali, invitati ufficiali e soprattutto operatori del settore ristorazione con un’attività in zona, per il momento: il sito con l’ecommerce per l’acquisto dei prodotti in tutta Italia è in fase di ultimazione.
Ecco indirizzo da inserire nel vostro costosissimo navigatore:
Enogastronomia Valsupine
via Cesare Battisti 66/A
24068 Costa Volpino (BG)
Se arrivi all’inaugurazione dopo aver letto questo post, non dimenticare di venirmelo a dire.
(*) Come vedete, temporeggio prima di scriverlo perché il nome del paese dove ho vissuto la prima metà dei miei anni suscita spesso una immotivata ilarità… beh… ok…
Con questo semplice ma utilissimo SWF potete testare la velocità della vostra ADSL. Usatelo con parsimonia altrimenti lo rimuovo. Se ne volete mettere uno identico sul vostro sito Internet, trovate codice e istruzioni a questo indirizzo: http://www.speedtest.net/mini.php
UPDATE! Sono stato costretto a rimuovere l’SWF…
Riporto qui le parole di “Little boxes” di Malvina Reynolds. Lo faccio perché sollecitato (esasperato?) dalle quotidiane vessazioni di Gianluca Nicoletti, noto conduttore radiofonico la cui trasmissione mattutina si apre appunto con questa canzonetta del 1962 a cui cani e porci hanno attribuito i significati più arbitrari, nonché il pregio di essere la prima vera canzone in cui sia mai soffiato il vento precoce del Sessantotto.
L’aspetto più folkloristico della trasmissione di Nicoletti - in onda dal lunedì al venerdì su Radio24 - è il finto gioco al massacro con cui radioascoltatori e utenti del blog “Melog” si divertono a simulare la propria avversione per il conduttore, avversione giocosa che mostra invece tutto il loro l’affetto per il brillante creatore di Golem. Finto gioco al massacro al quale, mi pare evidente, mi unisco io pure con la pubblicazione di questo post.
Little boxes on the hillside,
Little boxes made of ticky-tacky,
Little boxes, little boxes,
Little boxes, all the same.
There’s a green one and a pink one
And a blue one and a yellow one
And they’re all made out of ticky-tacky
And they all look just the same.And the people in the houses
All go to the university,
And they all get put in boxes,
Little boxes, all the same.
And there’s doctors and there’s lawyers
And business executives,
And they’re all made out of ticky-tacky
And they all look just the same.And they all play on the golf-course,
And drink their Martini dry,
And they all have pretty children,
And the children go to school.
And the children go to summer camp
And then to the university,
And they all get put in boxes
And they all come out the same.And the boys go into business,
And marry, and raise a family,
And they all get put in boxes,
Little boxes, all the same.
There’s a green one and a pink one
And a blue one and a yellow one
And they’re all made out of ticky-tacky
And they all look just the same.
[lang_en]Testing the qTranslate WP’s plugin[/lang_en][lang_it]Test del plugin qTranslate di WordPress[/lang_it]
Novità, Wordpress 1 commento »[lang_en]Writing multilingual content is already hard enough, why make the plugin even more complicated? qTranslate makes creation of multilingual content as easy as working with a single language.[/lang_en][lang_it]Scrivere contenuti multilingua è già di per se un lavoro duro, perché il plugin dovrebbe complicarci ulteriormente la vita? qTranslate permette di gestire contenuti multilingua con la stessa facilità con cui si lavora sui contenuti monolingua.[/lang_it]
ext3birra e recupero di file cancellati su Linux
Backup, Open Source, Shell, Sistema, Tips & tricks Nessun commento »
Non dovrebbe. Ma può senz’altro succedere che si cancelli un file per errore e lo si voglia recuperare. Ci sono svariati tool a pagamento per effettuare questo tipo di operazione su filesystem FAT32 e NTFS sotto Windows. Anche il nostro pinguino offre più di uno strumento simile per recuperare file cancellati su filesystem EXT3. Uno fra questi è ext3birra, un programma per Linux il cui nome inconfondibilmente italico deriva dal nickname del programmatore che l’ha ideato.
Da quanto si legge sul sito ufficiale del progetto, questo utilissimo programma è stato scritto in soli 5 giorni e permette di recuperare solo file eliminati recentemente (entro le 24 ore).
Ecco come utilizzare il s/w:
- scaricare il programma da questo indirizzo
- estrarre i file con il consueto comando:
tar -jxvf ext3birra*.tar.bz2 - spostarsi nella cartella così creata e lanciare il comando:
make && make install - terminata la compilazione, per usare ext3birra è sufficiente lanciare il comando:
ext3birra [device] [output directory]
Ecco ad esempio come si possono recuperare i files precedentemente eliminati dalla partizione sda1, ripristinandoli nella directory temporanea /tmp/recupero_dati/:
ext3birra /dev/sda1 /tmp/recupero_dati/
Alla mia nazione
Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.











