Ieri ero in autostrada e ascoltavo come sempre Radio24. Due sono le trasmissioni a cui non posso rinunciare: Nove in punto, la versione di Oscar e la Zanzara. Se non le ascolto in auto, le ascolto in streaming web. E se me le perdo spesso me le scarico dal podcast. Dicevo, ieri ho acceso a metà trasmissione, proprio mentre Giannino si sfogava contro i sostenitori del Cavaliere, i quali a loro volta chiamavano incacchiati la Redazione di Radio24 protestando per il desolante quadro della situazione appena dipinto dal giornalista, quadro che aveva - con tutta evidenza – come soggetto principale l’operato del nostro attuale Governo. Ovviamente qualcuno ha già messo tutto su YouTube, eccolo qui:
A questo punto la domanda che mi faccio è questa: quindi il Cav è stato ufficilamente disarcionato? Ieri alla Zanzara lo davano per tale. Possiamo quindi tirare un sospiro di sollievo e prepararci… al peggio? Però, ragazzi… Giannino ha ragione da vendere: qui il vero problema non è l’evasione fiscale ma uno Stato che sottrae al mercato capitali a 9 zeri per pagare stipendi a persone che non servono a NIENTE! Voglio andare a vivere a Stoccolma…
Vi giro una segnalazione appena ricevuta: si tratta del Festival Corale organizzato da Verona Garda Estate, una manifestazione che si svolge sul Lago di Garda e nelle province di Verona, Brescia, Mantova, Vicenza, luoghi ricchi di storia, cultura e bellezze paesaggistiche – cito testualmente! La manifestazione non ha carattere competitivo al fine di incoraggiare il più possibile l’avvicinamento di culture musicali lontane e tra loro diverse. Nato nel 2007, il Festival ha avuto in sole tre edizioni subito una immediata adesione con la partecipazione di oltre 40 cori provenienti dall’Europa, dagli Stati Uniti, dal Canada, e dal Medio Oriente e naturalmente dall’Italia, tutti con un considerevole livello artistico che ha permesso un’alta qualificazione della manifestazione.
Riroduco qui un documento di rara follia – leggere per credere – in cui sono incappato a casaccio navigando sulla prestigiosa testata online http://www.focus.it:
Nel 1955 circa, andavo a scuola in vespa. Un mattino, d’inverno, fioccava e per il grande freddo dovetti fermarmi con i capelli imbrattati di neve e la vespa non poteva proseguire per il ghiaccio in strada. Fermo sotto un albero, incontrai i miei colleghi insegnanti che tornavano alle rispettive case poiché le lezioni, per il grande freddo, erano sospese. Tornani anche io a casa, ma vi giunsi gravemente raffreddato. La pelle arrossata. In particolare il naso mi doleva perché ghiacciato all’interno e all’esterno al punto che non potevo respirare. In queste condizioni, con gli occhi che mi lacrimavano e con una possente flogosi, avvertivo un forte dolore al naso poiché i peli del naso medesimo mi pizzicavano essendosi ghiacciati.
Decisi di tagliarne qualcuno con le forbicine. A mano a mano che tagliavo i peli mi sentivo decisamente meglio, al punto che li tagliai tutti quanti, tutti quelli che potevo. Data la mia natura estremamente curiosa, decisi di sperimentare se si trattasse di una casualità o di un dato affidabile, quel mio sentirmi così bene. Così andai in vespa a forte velocità tutte le sere, nonostante il freddo, per sperimentare se mi si verificasse il congelamento o avvertissi qualche problema. Ho provato dunque a togliere i peli dal naso con la pinzetta, e li ho eliminati tutti anche a mano a mano che crecsevano al punto che oggi non mi sono più ricresciuti. Da allora non ho mai più avuto un raffreddore e anche la mia respirazione è decisamente migliorata: oggi respiro liberamente, senza nessun ostacolo alle vie respiratorie. Ne ho concluso che eliminare completamente i peli dal naso è una soluzione anche preventiva contro possibili malattie respiratorie ed anzi migliora la capacità respiratoria, senza nessuna fatica o sensazione di ostacolo. Di fatto, ho 94 anni e da circa 60 anni non ho più avuto un raffreddore, né tosse o altre malattie respiratorie. Leggi il resto…
Vi riporto qui l’incipit di un corsivo pubblicato un paio di giorni fa su http://saperi.forumpa.it a firma di Tiziano Marelli, sperando di solleticare la vostra curiosità.
È notizia di pochissimi giorni fa quella relativa al parere negativo del Consiglio di Stato sull’utilizzo di mezzi telematici per la presentazione delle prossime domande da professore universitario. La disputa riguarda i concorsi che dovrebbero partire in autunno. Si tratta di un’operazione monstre: almeno 25mila candidati (ricercatori, professori associati e studiosi di varia specializzazione attualmente impiegati extra-ateneo) che devono essere selezionati da 180 commissioni composte da 900 giudicanti. Una “gara” che comunque non mette in palio cattedre nell’immediato, ma serve a rientrare semplicemente negli elenchi dell’abilitazione nazionale, quelli rispetto ai quali le università italiane potranno attingere per poi “chiamare” docenti ordinari e associati di tutte le materie.
Davanti ad un esercito del genere in marcia sull’Università, il Miur – il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – si era convinto a puntare sulla Pec, la posta elettronica certificata, nella prospettiva di rendere più semplice la trafila ai candidati, e più snella la selezione a chi ne era preposto. In questo modo, le “domande, corredate da titoli e pubblicazioni scientifiche” andavano “presentate per via telematica”, e così sarebbe bastata una mail certificata con tanto di pdf in allegato per assolvere la richiesta. Ma per il Consiglio di Stato il problema si è, invece, rivelato insormontabile perché, paradossalmente, “la trasmissione informatica può diventare troppo onerosa e richiedere tempi di confezionamento e lettura più lunghi”, anche perché risulterebbe “troppo difficile leggere le mail con allegati”. Poche parole a epitaffio di un lodevolissimo tentativo di modernizzazione e innovazione delle metodologie in atto nella Pubblica Amministrazione, con la conseguenza che ora tutti i candidati dovranno spendere soldi inutili (e nemmeno pochi) per riempire di carta le commissioni pre-esaminatrici (solo le pubblicazioni che dovranno essere considerate valide sono dodici, e in cinque copie, tanti sono i componenti di ogni collegio) e intasare le Poste di plichi che poi andranno ad accumularsi al Miur per essere passati al vaglio. Leggi tutto…
Vediamo se in questo modo è chiaro a tutti che è molto meglio mettere i propri dati aziendali nelle mani di un partner affidabile piuttosto che buttarli nel secchio dell’umido… Un ringraziamento speciale a Luca che me lo ha segnalato!
Si rinnova come ogni anno l’appuntamento con il Silence teatro, la storica compagnia loverese che da oltre vent’anni porta in giro per il mondo il proprio particolarissimo teatro visionario e sublime. Come ogni anno la manifestazione prevede spettacoli e laboratori. Guest star di questa edizione è senz’altro Ascanio Celestini, che porterà il suo “La fila indiana – il razzismo è una brutta storia” sul palco del Teatro Crystal di Lovere la sera del 17 giugno. Assolutamente da non perdere il laboratorio che si terrà mercoledì 15 giugno dalle 20:30 alle 23:00 presso la sede del Silence Teatro in via Ranzinello, 2 a Costa Volpino. Il laboratorio è aperto a tutti coloro che vogliono provare un’esperienza creativa di gruppo. Per informazioni e iscrizioni potete chiamare questi numeri: 035 983713 – 335 5605664.
Da più di vent’anni si sperimenta in un lavoro di ricerca
attraverso forme di espressione tra teatro e
ambiente cercando un’interazione tra spazi urbani e
proposta artistica. Maschere bianche e angeli come
statue di gesso, gruppi ispirati alle composizioni di
tele famose, emigranti con grandi valigie e personaggi
della letteratura si integrano ai luoghi della
quotidianità: un sorprendente palcoscenico si estende
agli spazi aperti. Paura, rassegnazione, gioia, sfida,
amore, abbandono, rabbia, confidenza, odio, estasi:
attraverso posture e tensioni del corpo, in un muto
linguaggio, gli attori parlano esternando e suscitando
emozioni che si incollano a luoghi e persone.