Archivio della categoria 'Diario di bordo'

Preparando il nido 2.0 (codename: In the jungle!)

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Coming soon…

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Preparando il nido …

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Oscar Giannino contro i sostenitori di Silvio Berlusconi: “Asini!”

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Ieri ero in autostrada e ascoltavo come sempre Radio24. Due sono le trasmissioni a cui non posso rinunciare: Nove in punto, la versione di Oscar e la Zanzara. Se non le ascolto in auto, le ascolto in streaming web. E se me le perdo spesso me le scarico dal podcast. Dicevo, ieri ho acceso a metà trasmissione, proprio mentre Giannino si sfogava contro i sostenitori del Cavaliere, i quali a loro volta chiamavano incacchiati la Redazione di Radio24 protestando per il desolante quadro della situazione appena dipinto dal giornalista, quadro che aveva -  con tutta evidenza – come soggetto principale l’operato del nostro attuale Governo. Ovviamente qualcuno ha già messo tutto su YouTube, eccolo qui:

A questo punto la domanda che mi faccio è questa: quindi il Cav è stato ufficilamente disarcionato? Ieri alla Zanzara lo davano per tale. Possiamo quindi tirare un sospiro di sollievo e prepararci… al peggio? :-| Però, ragazzi… Giannino ha ragione da vendere: qui il vero problema non è l’evasione fiscale ma uno Stato che sottrae al mercato capitali a 9 zeri per pagare stipendi a persone che non servono a NIENTE! Voglio andare a vivere a Stoccolma…

Timeout connessioni con NetBeans 7.0.1

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Segnalo qui un problema che abbiamo riscontrato passando alla release 7.0.1 di NetBeans, anche se sono quasi certo la causa non sia attribuibile all’IDE ma risieda da qualche altra parte. In pratica, dopo l’aggiornamento NetBeans si comportava come se fosse completamente offline, restituendo un errore di connection timeout non solo in fase di pubblicazione di un progetto ma anche avviando il download degli aggiornamenti dai repository ufficiali.

Per risolvere il problema è stata sufficiente una googleata, ma la soluzione me l’appunto qui perché vorrei evitare di perdere lo stesso tempo in futuro, se mai si dovesse verificare un caso analogo.  Pare che a causare il timeout sia il fatto che una delle classi Java dedicate alla gestione del networking esca in IPV6 a meno che non la si istruisca diversamente, aggiungendo il seguente flag al file netbeans.conf:

-J-Djava.net.preferIPv4Stack=true

Il flag va accodato agli altri che si trovano alla riga 6 del file di configurazione:

netbeans_default_options="-J-client -J-Xss2m -J-Xms32m -J-XX:PermSize=32m -J-Dapple.laf.useScreenMenuBar=true -J-Dapple.awt.graphics.UseQuartz=true -J-Dsun.java2d.noddraw=true -J-Djava.net.preferIPv4Stack=true"

Spero questa informazione possa essere d’aiuto anche ad altri.

Il (falso) mito dell’automobile volante

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Questa mattina Wired pubblica un articolo intitolato Auto volanti, ci siamo (negli Usa) in cui si annuncia che le autorità competenti americane hanno approvato la libera circolazione del Transition, una delle automobili volanti prodotte dalla statunitense Terrafugia. Credo di avere letto notizie entusiastiche su questo progetto almeno 10 anni fa – correggetemi se sbaglio – e ora come allora non riesco proprio a provare nessun entusiasmo per un prodotto così sfacciatamente lontano dall’idea di automobile volante a cui decenni di letteratura fantascientifica ci hanno abituato.

A parte il prezzo non proprio popolare – che difficilmente permetterà al Transition di decollare, quanto meno in termini di vendite – quello che mi lascia maggiormente perplesso è la sensazione di complessiva goffaggine che questo progetto trasmette. L’idea stessa di dover circolare per le strade di una grande città con due lunghe ali ripiegate mi pare cozzi pesantemente con lo scopo principale per cui questi velivoli dovrebbero essere concepiti, ovvero quello di dare a tutti noi la possibilità di svincolarci al volo da tutti quegli innumerevoli impedimenti quotidiani che rendono impossibili le nostre strade. Qui però siamo decisamente lontanissimi dall’obiettivo: per prendere il volo il Transition ha bisogno di una pista di 520 metri, il che fa pensare che il dispositivo possa decollare ed atterrare solo nelle aree dedicate al volo ultraleggero – ma a questo punto perché non raggiungere tali aree comodamente in auto per poi decollare con un velivolo tradizionale, meno promiscuo e decisamente più collaudato?

Wired presente l’intera questione in termini entusiastici, ma credo dipenda dal fatto che siamo in piena estate e non ci sono grandi novità in giro. Certo vedere infrangersi in questo modo uno dei miti più affascinanti del nostro immaginario non è cosa molto estiva. Chissà che Wired non ci annunci presto con toni ugualmente entusiastici la produzione di una nuova gamma di ascensori spacciandola per teletrasporto. D’oh!!!

 

 

I topi non avevano nipoti

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Ci sono giornate in cui percorro tra una cosa e l’altra 3 o 4cento km – non accade ogni giorno altrimenti avrei già cambiato attività, ma capita almeno una volta a settimana. A tenermi compagnia sono quasi sempre le trasmissioni di Radio24: quando guido odio ascoltare cose registrate – non importa su quale supporto – preferisco farmi raggiungere da suoni e parole che viaggiano nella mia stessa direzione, con me, in quel tempo esatto. Il bello della diretta. O anche solo della presa diretta. Stamattina era in onda un pezzo dedicato a “Caos calmo” e nel montaggio hanno inserito un paio di sequenze tratte dal film, tra cui il dialogo delicatissimo tra padre e figlia prima della buonanotte, quello in cui la bimba spiega il concetto di reversibilità ripetendo al padre un palindromo che le hanno insegnato a scuola: i topi non avevano nipoti. A parte il fatto che quello è uno dei momenti più belli del racconto, mi sono distratto subito cercando di formulare almeno un altro palindromo appena appena decente e – ovviamente – non ci sono riuscito. Che altro potevo fare, a metà inoltrata del 2011, se non cercare online il risultato dello sforzo altrui? Ed ecco quindi un sito completamente dedicato a questo esercizio logico che ha tutta l’aria di portarsi dentro qualcosa di magico e profondamente simbolico: http://plgrs.lacab.it/palindromi/?o=lunghezza. Enjoy!

Eliminate i peli dal naso e la vostra salute migliorerà!

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Riroduco qui un documento di rara follia – leggere per credere – in cui sono incappato a casaccio navigando sulla prestigiosa testata online http://www.focus.it:

Nel 1955 circa, andavo a scuola in vespa. Un mattino, d’inverno, fioccava e per il grande freddo dovetti fermarmi con i capelli imbrattati di neve e la vespa non poteva proseguire per il ghiaccio in strada. Fermo sotto un albero, incontrai i miei colleghi insegnanti che tornavano alle rispettive case poiché le lezioni, per il grande freddo, erano sospese. Tornani anche io a casa, ma vi giunsi gravemente raffreddato. La pelle arrossata. In particolare il naso mi doleva perché ghiacciato all’interno e all’esterno al punto che non potevo respirare. In queste condizioni, con gli occhi che mi lacrimavano e con una possente flogosi, avvertivo un forte dolore al naso poiché i peli del naso medesimo mi pizzicavano essendosi ghiacciati.

Decisi di tagliarne qualcuno con le forbicine. A mano a mano che tagliavo i peli mi sentivo decisamente meglio, al punto che li tagliai tutti quanti, tutti quelli che potevo. Data la mia natura estremamente curiosa, decisi di sperimentare se si trattasse di una casualità o di un dato affidabile, quel mio sentirmi così bene. Così andai in vespa a forte velocità tutte le sere, nonostante il freddo, per sperimentare se mi si verificasse il congelamento o avvertissi qualche problema. Ho provato dunque a togliere i peli dal naso con la pinzetta, e li ho eliminati tutti anche a mano a mano che crecsevano al punto che oggi non mi sono più ricresciuti. Da allora non ho mai più avuto un raffreddore e anche la mia respirazione è decisamente migliorata: oggi respiro liberamente, senza nessun ostacolo alle vie respiratorie. Ne ho concluso che eliminare completamente i peli dal naso è una soluzione anche preventiva contro possibili malattie respiratorie ed anzi migliora la capacità respiratoria, senza nessuna fatica o sensazione di ostacolo. Di fatto, ho 94 anni e da circa 60 anni non ho più avuto un raffreddore, né tosse o altre malattie respiratorie. Leggi il resto…

Brian Eno – By This River

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C’è qualcosa di gioioso che si nasconde anche in un pezzo così dichiaratamente malinconico. Non trovate?

Fatelo smettere, per cortesia …

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Mentre le ventole del mio portatile sbuffano un’aria rovente che sa di polimeri fritti, Nichi Vendola snocciola il repertorio di frasi preconfezionate a cui ci ha abituato. Non che io contesti aprioristicamente le sue posizioni o che io abbia preconcetti sulla sua persona, mi infastidisce solamente il suo modo di comunicare. Di persone capaci di parlare per oltre 90 minuti di un qualsiasi argomento con lo sguardo accigliato e quell’espressione del volto che sembra voler dire io sono una persona seria ne ho viste e sentite troppe. Di solito di tratta di macchine che replicano invariabilmente gli stessi schemi retorici, camuffandoli da pensieri ben formati. Basta ascoltarli due volte in due contesti differenti – ad esempio una conferenza stampa e l’intervista su qualche TV locale – per accorgerti che replicano ogni volta la stessa medesima meccanica di espressioni del volto, di pause e accenti orrendamente identici. Quando la comunicazione è una merendina dozzinale, quello che sta dentro il cellophane trasparente di solito non vale un granché. Fatelo smettere, per cortesia…