Il logo di WordPressLa scorsa settimana ho effettuato l’upgrade di questo blog, aggiornando WordPress alla nuovissima release 2.7.0. L’esperienza non è stata granché traumatica, se tralasciamo i fisiologici problemi con plugin che non sono ancora pronti per la nuova versione del core. La sola cosa che mi ha indispettito è l’ennesimo stravolgimento dell’interfaccia di amministrazione dei contenuti. Il passaggio dalla 2.5.* alla 2.6.0 aveva già di per sè costretto l’utente medio ad una significativa rivoluzione nelle modalità di inserimento e di manutenzione dei contenuti. Ora le variazioni introdotte sono ancora più radicali. Questo non giova proprio a chi offre servizi basati su WP: oltre a costringere tutto lo staff ad un tour de force per aggiornare la documentazione di supporto ai clienti, modifiche di questa portata rallentano e complicano il lavoro dell’utente finale.

Sul post che ne annuncia il rilascio ufficiale si legge:

The first thing you’ll notice about 2.7 is its new interface. From the top down, we’ve listened to your feedback and thought deeply about the design and the result is a WordPress that’s just plain faster.

Mi sta benone, d’accordo, ma durante tutta la mia lunga esperienza con Drupal – esperienza che continua felicemente tutt’ora – non mi è mai capitato di assistere a cambiamenti così repentini – e, se me lo permettete, contraddittori – nelle interfacce di backoffice. Sono fattori apparentemente marginali, che invece giocano un ruolo decisivo nella scelta di questo o quel CMS, non siete d’accordo?

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