gen 03
Immaginate di avere acquistato un nuovo PC e di voler utilizzare le password salvate nel vostro profilo di Firefox in anni di furiosa navigazione. Oppure, immaginate di avere deciso di rendere il 2013 l’anno del ritorno definitivo a Linux anche in ambito desktop… In entrambi i casi nel nuovo ambiente di lavoro mancheranno completamente tutte le password salvate nel vecchio profilo: accesso alle varie webmail, a Facebook, al remote banking, etc. Recuperarle è semplice e richiede solo un paio di minuti, ammesso che lo vogliate fare manualmente e senza l’ausilio di alcun software o plugin.
Accedete alla directory delle impostazioni nel vecchio profilo di Firefox.
Su Windows 7 il percorso è:
C:\Users\Paolo Rossi\Dati applicazioni\Mozilla\Firefox\Profiles\xxxxxxxx.default
Su Linux il percorso è:
/home/paolorossi/.mozilla/firefox/xxxxxxxx.default
Ovviamente siate elastici sul nome della directory, potreste avere creato più profili e trovarne in quella posizione più di una, ma non dovreste avere problemi a capire quale sia quella corretta.
Bene, ora non dovete fare altro che copiare questi due file dal vecchio al nuovo profilo:
Finito.
dic 03

WP Session Manager è uno di quei plugin salvavita che possono risolvere problemi che altrimenti richiederebbero complesse e dispendiose acrobazie. L’idea è semplicissima e la realizzazione anche di più: questo plugin per WordPress mette a disposizione dello sviluppatore l’array globale $wp_session il cui valore viene mantenuto in sessione e può essere alterato in virtù dei comportamenti assunti dal navigatore. In questo modo è possibile impostare flag o memorizzare informazioni a seconda, ad esempio, della pagina a cui è approdato inizialmente il navigatore. I valori contenuti nell’array $wp_session vengono mantenuti durante tutta la navigazione e possono quindi essere riutilizzati ad ogni cambio di pagina da parte del navigatore. Ovviamente alla scadenza della sessione – per lifetime superata o eliminazione del cookie – tutte queste informazioni andranno irrimediabilmente perdute.
Se volete saperne di più, trovate tutteo quello che vi serve a questo indirizzo:
http://wordpress.org/extend/plugins/wp-session-manager/
ott 31
A partire dalla versione 5.3.0 di PHP è possibilie abilitare il monitoraggio delle attività di invio dei messaggi da parte della funzione mail(). Si tratta di una precauzione fondamentale per chi offre un servizio di hosting a qualsiasi livello in quanto permette di individuare tempestivamente e con la massima precisione quale script di quale utente sta inviando messaggi attraverso il server. La funzione mail() infatti non viene tracciata dai normali log dell’MTA che sta girando sul server – ad es.: Postfix.
Abilitare questa feature fondamentale è semplice, basta editare il file php.ini richiamato da Apache e indicare esattamente dove vogliamo loggare i comportamenti di mail():
mail.log = /var/log/phpmail.log
Una volta impostato questo valore è sufficiente riavviare apache:
/etc/init.d/apache2 restart
Due sole note importanti:
- individuate quale file php.ini stanno chiamando in causa i VirtualHost di Apache, se ad esempio stiamo offrendo il servizio in modalità fast-cgi il file corretto è /etc/php5/cgi/php.ini
- abilitate la scrittura del file di log con privilegi sufficienti per tutti gli utenti, nella maggior parte dei casi per garantire la scrittura dovrete impostare il file a 660 o 666
Questo è quanto.
ott 27
Oggi mi hanno segnalato che uno dei miei server su cui gira Postfix utilizzava un certificato scaduto per l’invio delle email mediante SMTP con connessione SSL. Recuperare le informazioni necessarie per la riemissione dei certificati mi ha richiesto più di 10 minuti e dato che in certe situazioni 10 minuti sono troppi, mi appunto qui la procedura corretta da seguire:
cd /etc/postfix/ssl/
mv smtpd.cert smtpd_SCADUTO.cert
mv smtpd.key smtpd_SCADUTO.key
openssl genrsa -des3 -rand /etc/hosts -out smtpd.key 1024
chmod 600 smtpd.key
openssl req -new -key smtpd.key -out smtpd.csr
openssl x509 -req -days 3650 -in smtpd.csr -signkey smtpd.key -out smtpd.crt
openssl rsa -in smtpd.key -out smtpd.key.unencrypted
mv smtpd.key.unencrypted smtpd.key
/etc/init.d/postfix restart
set 28
Pubblico qui uno script che stiamo utilizzando per la conversione bulk di file video dai formati avi, mkv ed flv nel formato mp4 h.264 su server Linux. Il codice non è stato scritto recentemente e non posso stabilirne la provenienza, però si tratta di poche righe di facile comprensione.
Una nota importante invece in merito ai prerequisiti: se lavorate con sistemi debianderivati, è necessario che vi procuriate prima tutti i pacchetti e le librerie necessarie alla ricompilazione dei video nel nuovo formato. Per fare ciò avete bisogno di aggiungere un nuovo repository – a dire il vero piuttosto discusso per motivi di anarchica idiosincrasia rispetto a quelli ufficiali – ma vi potete fidare, specie se la macchina non è una macchina di produzione ma una workstation.
Ecco il repository da aggiungere:
echo "deb http://www.deb-multimedia.org squeeze main" >> /etc/apt/sources.list
echo "deb-src http://www.deb-multimedia.org squeeze main" >> /etc/apt/sources.list
Se non avete ancora ffmpeg sulla vostra macchina sarò sufficiente installarlo:
# aptitude update
# aptitude install ffmpeg
Se invece lo avete già installato, basterà un solo safe-upgrade di aptitude per sostituire la versione ufficiale di ffmpeg con quella messa a disposizione dal repository insieme a tutte le librerie necessarie a far funzionare questo script:
# aptitude update
# aptitude safe-upgrade
Ecco lo script:
#!/bin/bash
IFS="
"
for name in `find . -iname "*.avi" -or -name "*.mkv" -or -name "*.flv"`
do
echo $name
mp4=`echo "$name" | sed 's/....$/.mp4/'` > /dev/null
mp04=`echo "$name" | sed 's/....$/-0.mp4/'` > /dev/null
if [ ! -f $mp4 ]; then
# Run single-pass conversion ..
ffmpeg -i "${name}" -acodec libfaac -ab 128k -ac 2 -vcodec libx264 -b 800k -threads 0 "${mp04}"
# Allow streamed file to start playing BEFORE it is all buffered ..
qt-faststart "${mp04}" "${mp4}"
rm "${mp04}"
fi
done
IFS=" "
ago 16
Giusto per farvi pesare il fatto che anziché votarmi al ponte ferragostano come tutti i bravi cristiani noi siamo operativi al 100% – diciamo al 40% dato che siano qui in quattro gatti – lascio un appunto su come si possa ottenere con un semplice script l’estrazione massiva di archivi tar nelle rispettive directory. Lo scenario è abbastanza usuale: ho una directory che contiene decine di archivi tar e li voglio estrarre tutti, facendo finire il contenuto di ogni archivio in una directory separata con lo stesso nome. Ecco le righe di codice che fanno al caso nostro:
#!/bin/bash
for i in *.tar
do
echo inizio operazioni per il file $i
filename=$(basename "$i")
extension="${filename##*.}"
filename="${filename%.*}"
echo creo la directory $filename
mkdir $filename
tar -C $filename -xf $i
done
ago 06
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